Desiderio e Bisogno
Aggiornamento: 16 feb 2023
“Il desiderio è stato definito come uno stato motivazionale legato ad una consapevolezza
soggettiva e volto a raggiungere la soddisfazione di un bisogno percepito come mancante”
(Cherkasskaya e Rosario - 2017)
Gli antichi lo sapevano: l’uomo rincorre da sempre qualcosa di cui avverte la mancanza, qualcosa di cui si avverte il bisogno. Bisogno di ricerca, che può concretizzarsi in sicurezza, potenza, amore, gloria o semplicemente bisogno di ritornare a Dio: il ritorno a casa.
Tutti gli esseri ricercano qualcosa che l’anima conosce, ma che la mente - per qualche ragione evolutiva - ha consegnato all’oblio.
Ciò che manca è spesso oggetto di desiderio e desiderio è proprio il concetto che è alla radice dell’essere umano. Senza desiderio, incarnato nella cultura greca da Eros - Dio dell’amore e principio divino che spinge verso la bellezza - non si avrebbe la spinta verso la vita; in ogni essere umano esiste una pulsione, che muove verso tutto ciò che è vita, ciò che è gioia.
La vita stessa è una pulsione, manifestata nelle tante cellule dell’organismo che pulsano per espandersi.
Il desiderio è qualcosa che va oltre sé stessi e la propria volontà, è qualcosa che spinge oltre i propri confini, che coinvolge anche l’altro: laddove c’è desiderio l’“io” non è mai padrone. Si tratta di un processo, che non è possibile controllare come lo scorrere della vita.
Approfondiamo la radice etimologica del termine “desiderare”:
Desiderio dal latino sidus, sideris (stella o costellazione) è legato alla luce, a tutto ciò che guida e porta chiarezza.
I desiderantes erano i soldati che montavano la guardia sotto le stelle, quindi di notte quando era buio, in attesa che qualche compagno d’armi rientrasse vivo dopo il combattimento.
Il significato della parola desiderio sta quindi ad indicare qualcosa che non si ha o che non si può avere, di fatti come riferito sopra si desidera sempre qualcosa che non si possiede.
Quando il desiderio afferisce alla sfera sessuale si fa riferimento all’appetito sessuale, proprio come quando desideriamo un gelato - il nostro gelato preferito – o un abito, che desideriamo fintantoché non lo si acquista. Quel gelato, e non un altro, fa venire l’acquolina in bocca solo alla vista; quell’abito, e non un altro, sembra perfetto per l’outfit desiderato.
Non si compra un maglione che non piace, poiché il desiderio nasce solo verso ciò che piace realmente, ed è per questo che bisognerebbe conoscere profondamente se stessi
Il desiderio ha una connotazione diversa dal bisogno, che si approfondirà in seguito, ma è una mancanza di qualcosa che sta fuori da sé: è un’azione psichica verso qualcuno o qualcosa. Il desiderio non ci porta alla soddisfazione immediata ottenendo ciò che si desidera, è piuttosto una spinta che muove verso una direzione. Tuttavia non è una spinta atta a soddisfare un bisogno, poiché - se così fosse - una volta appagato quel bisogno il desiderio svanirebbe.
Una pulsione, una spinta verso la vita, vista in termini di coppia, è la voglia di progettualità insieme all’altro, è la spinta verso l’amore puro, o per meglio dire è guidato dall’amore.
“Io ti scelgo perché desidero stare con te”, così declinato il desiderio è quella spinta verso le proprie passioni.
Ponendo attenzione alla differenza tra le affermazioni “Io ho bisogno di te” e “Io ti desidero”, si percepisce una sostanziale differenza: nella prima l’oggetto del desiderio si sente usato, nella seconda avverte di essere amato, desiderato, voluto.
Il bisogno scaturisce invece dal corpo, da una spinta interna collegata sia ad esigenze primarie, fondamentali per la sopravvivenza (“Ho fame”, “Ho sete”, “Ho sonno”), sia a quelle secondarie (avere un lavoro, una casa, essere amati, desiderati, visti, accuditi). Il bisogno nasce da un “oggetto” che manca ed attiva un comportamento concreto per ottenerlo, con il risultato di provare piacere/frustrazione, a seconda che si riesca o meno a soddisfarlo. Il ciclo del bisogno è puramente biologico e si esaurisce quando viene soddisfatta un’esigenza.
Nella relazione di coppia spesso la scelta di un partner viene effettuata sulla spinta dei bisogni: il bisogno di sentirsi desiderati, di essere riconosciuti dall’altro, di voler avere un valore per l’altro; espressioni come “voglio essere ciò che ti manca, l’oggetto del tuo amore” sono frequenti trai partner. Tuttavia da questa mancanza scaturiscono molteplici aspetti disfunzionali, come il non sentirsi desiderati. E’importante evidenziare che atteggiamenti di tale portata traggano origine in primis dal tipo di attaccamento alle figure genitoriali.
Se risaliamo ai primi anni di vita per osservare il desiderio sessuale, si può affermare che lo stesso atto di nascita, il parto, dà origine ad un orgasmo. Spesso l’orgasmo viene associato al solo momento di piacere vissuto all’apice dell’atto sessuale, trascurando l’aspetto fondamentale che il termine orgasmo contiene in sé un altro termine, orgone4, che fa riferimento all’energia vitale: dunque è orgasmico tutto ciò che contiene un piacere intenso.
Godere di un paesaggio naturale, guardare una persona che amiamo, assaporare una pietanza succulenta dà origine a molteplici sensazioni di piacere; vivere una vita piena di orgasmo equivale a vivere una vita pervasa di queste onde di piacere, che ci attraversano continuamente.
Le onde di piacere non possono essere generate solo da una pratica intima e relazionale, al contrario più queste onde di piacere traggono origine dal piacere della vita, più godimento si avrà anche nella propria intimità.
L’essere umano ha un corpo costituito di energia, organizzato in polarità: una donna avrà un’energia più magnetica, l’uomo più attiva e rivolta verso l’esterno; in base alla propria energia si è spinti a desiderare ciò di cui si sente la mancanza. Questo comporterà che una donna molto femminile sarà attratta da un uomo più fermo, con un’energia più concreta.
Da questa constatazione evince che la prima spinta a desiderare è nei confronti di ciò di cui si avverte la mancanza, il primo desiderio trae origine da una componente energetica.
Questa dinamica fa sentire un individuo sempre incompleto ed è per questo che bisognerebbe conoscere e sentire di quale aspetto si è carenti per poter diventare sempre più completi. Ma si può essere mai completi realmente?
Riconoscere questo aspetto potrebbe essere d’aiuto per non basare la ricerca dell’altro partendo da una mancanza. Riconoscere e compensare i propri bisogni aiuta l’individuo a sanare l’equilibrio con altre modalità e cercare la relazione con l’altro sulla base di un reale desiderio, un desiderio del cuore, che sia anche desiderio di creare una nuova vita, quindi desiderio di espansione. Se gli esseri umani non sono i primi a desiderare sé stessi, a godere in pieno della propria vita è ovvio che questa mancanza verrà proiettata all’esterno, ricercando ciò di cui sentono il bisogno nell’altro/a fuori da se.




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